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Al via la Piattaforma Tecnologica Innovativa marchigiana su farmaci diagnostici e nuovi approcci terapeutici

Al via la Piattaforma Tecnologica Innovativa marchigiana su farmaci diagnostici e nuovi approcci terapeutici

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Puoi trovare l’articolo qui

“Al via la Piattaforma Tecnologica Innovativa marchigiana su farmaci diagnostici e nuovi approcci terapeutici: centri di ricerca e imprese fanno squadra per lo sviluppo della competitività del sistema produttivo regionale

È stata presentata il 17 dicembre dall’Assessora alle Attività Produttive della Regione Marche, Manuela Bora, la nuova Piattaforma collaborativa nell’ambito della medicina personalizzata: farmaci diagnostici e nuovi approcci terapeutici alla presenza della stampa locale e del partenariato guidato dal Prof. Mauro Magnani (Università di Urbino), coordinatore scientifico della piattaforma “Salute e Benessere”.   Il programma prevede un investimento di 10,3 milioni di euro, sostenuto con 5,4 milioni di contributi Por Fesr della Regione Marche ed un partenariato pubblico-privato di eccellenza composto da dieci aziende di grandi e piccole dimensioni (Angelini SpA, Diatheva Srl, Diatech Pharmacogenetics Srl, BiMind Srl, Gluos Srl, Mivell Srl, Pharmaprogress Srl, Prosilas Srl, Prosopika Srl, Recusol Srl) insieme all’Università degli Studi di Urbino, l’Università degli Studi di Camerino, l’Università Politecnica delle Marche e la Fondazione Cluster Marche. Anche l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Torrette di Ancona verrà coinvolta, in quanto partecipa al programma di investimento attraverso il conferimento, a titolo gratuito, del terreno su cui verrà allestita la Biobanca e il Laboratorio associato. L’operatività della piattaforma favorirà l’integrazione fra sistema scientifico e produttivo, l’inserimento in azienda di personale altamente qualificato, lo sviluppo di reti collaborative durature e sostenibili. Significativo l’incremento occupazionale previsto, tra ricercatori, tecnici specialistici, giovani tecnologi. L’obiettivo è quello di valorizzare e mettere a sistema le competenze specialistiche presenti sul territorio nel settore attraverso la realizzazione della prima CrioBanca delle Marche che nascerà al di fuori delle strutture sanitarie, che già le utilizzano per usi interni. In questa nuova saranno conservati campioni che provengono da pazienti con malattie rare, oncologici e tutte le linee cellulari, a disposizione degli Atenei, usate a fine di ricerca. La piattaforma offrirà un servizio integrato per la ricerca e l’uso interno dei campioni biologici. Inoltre la piattaforma prevede la realizzazione di tre progetti di ricerca ed uno di trasferimento tecnologico.  Si tratta di un grande programma di ricerca collaborativa di portata strategica, che risponde a specifici fabbisogni del sistema industriale regionale e alle esigenze delle piccole imprese più innovative in forte crescita: una grande opportunità per il tessuto imprenditoriale marchigiano di dotarsi di una piattaforma all’avanguardia. Oltre alla Criobanca saranno attivati programmi di investimento per nuovi farmaci biologici, nuovi diagnostici molecolari e nuove formulazioni farmaceutiche finalizzate a personalizzare le terapie. Il programma ha anche il supporto della rete europea di infrastrutture BBMRI, di Federfarma Marche, della Fondazione di Medicina Molecolare e Terapie Cellulari di Ancona, di Cryolab, delle associazioni dei pazienti con malattie rare e/o oncologiche AISA Marche, Associazione Genitori Sindrome di Williams, AIL Pesaro, Associazione Nazionale Atassia Telangiectasia e del Gruppo Italiano per la lotta alla Sclerodermia.”

Fonte: “Al via la Piattaforma Tecnologica Innovativa marchigiana su farmaci diagnostici e nuovi approcci terapeutici: centri di ricerca e imprese fanno squadra per lo sviluppo della competitività del sistema produttivo regionale” Fondazione Cluster Marche, 14 gen. 2020, https://www.cluster-marche.it/it/news/al-la-piattaforma-tecnologica-innovativa-marchigiana-su-farmaci-diagnostici-e-nuovi-approcci

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Prosilas: ritorno alla vita grazie alle tecnologie di Additive Manufacturing – 3D4Growth

Prosilas: ritorno alla vita grazie alle tecnologie di Additive Manufacturing – 3D4Growth

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La frontiera dell’innovazione biomedicale è uno dei topic che più ci appassiona.

In questi due anni abbiamo affiancato l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma e investito nella ricerca per riuscire a processare materiali non usati su macchinari SLS e stampa 3D, al fine di stampare dispositivi impiantabili su pazienti.

Abbiamo realizzato per loro uno stent in policaprolattone e idrossiapatite, che una equipe di eccellenza dell’Ospedale Bambin Gesù ha impiantato, il 14 Ottobre, su un bambino affetto da broncomalacia, patologia che prevede un cedimento della parete bronchiale ed un conseguente impedimento del normale flusso di aria nei polmoni.

Prosilas è stata la prima ed unica in Europa a riuscire a stampare questo dispositivo; infatti prima di questa scoperta rivoluzionaria, questo tipo di intervento non era possibile.

Per il paziente si preventiva il riacquisto del tono della muscolatura della trachea con il completo assorbimento dello stent in due anni.

“Quando si approccia al mondo dell’Additive Manufacturing o della stampa 3D a livello industriale, sempre più spesso ci si sofferma, per mere ragioni economiche, all’aspetto legato al cost per part.

La lungimiranza e la determinazione di Giulio e Vanna Menco, rispettivamente Direttore Tecnico e CEO di Prosilas, hanno reso possibile la realizzazione di un dispositivo medico il cui valore intrinseco è molto più alto del costo di realizzazione: uno stent biocompatibile e riassorbibile.

Grazie al dispositivo prodotto con tecnologie di additive manufacturing nell’Azienda di Civitanova Marche, un bambino di 5 anni, affetto da broncomalacia, potrà avere una nuova vita: una vita scandita da respiro autonomo.

Il Caso

La broncomalacia è una condizione di eccessivo collasso delle vie aeree durante la respirazione che può portare ad arresti cardiopolmonari potenzialmente letali.

Il processo di Additive Manufacturing attraverso l’utilizzo di tecnologie di stampa 3D, ha reso possibile la realizzazione di uno stent biocompatibile e riassorbibile che è stato impiantato lo scorso 14 ottobre all’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Il dispositivo, a differenza degli stent metallici usualmente impiantati, asseconderà la crescita dell’apparato respiratorio del bambino e verrà riassorbito nel giro di due anni.

A poco meno di un mese di distanza dall’intervento sperimentale (primo di questo genere in Europa), il bambino è tornato a casa con la sua famiglia ed è ora in grado di respirare normalmente.

Prosilas: ricerca e sviluppo su tecnologie e materiali per la manifattura additiva

Prosilas è uno dei più grandi Service Provider d’Europa per quanto riguarda la tecnologia di manifattura additiva Selective Laser Sintering (SLS).

L’apparato produttivo di Prosilas conta più di 10 sistemi di manifattura additiva con tecnologie SLS ed SLA (Stereolitography). All’interno della struttura sono presenti un reparto di progettazione ed ottimizzazione pre-processo, un’area dedicata ai trattamenti post-processo (estetici e funzionali), una stazione metrologica per il controllo qualità ed un’area dedicata a ricerca e sviluppo grazie alla quale, attraverso una fase di test e sperimentazione durata circa due anni, è stato possibile produrre la parte richiesta.

La nuova combinazione di materiali utilizzata per lo stent è composta da idrossiapatite e policaprolattone (PCL), un poliestere biocompatibile e bioriassorbibile che rimane in vivo per 2-3 anni prima del riassorbimento.

“Nel 2017 ricevemmo la prima richiesta di realizzazione di uno stent in policaprolattone da parte di un ricercatore del Bambino Gesù di Roma. Fino a quel momento non avevamo mai sentito parlare di Policaprolattone. Credendo nel progetto, decidemmo di investire in ricerca e sviluppo lavorando sulle proprietà del materiale ed acquistando un nuovo macchinario interamente dedicato al progetto” spiega Vanna Menco.

Dall’idea al dispositivo in sei mesi

La realizzazione dello stent è stato il risultato di un lavoro di squadra che ha coinvolto diversi attori nel processo di manifattura additiva.

  • Le geometrie sono state realizzate partendo dalle immagini bidimensionali (TAC) realizzate nel Dipartimento di Diagnostica per Immagini dal dott. Aurelio Secinaro e poi rielaborate dal dott. Luca Borro dell’Unità di Innovazione e Percorsi Clinici.
  • La produzione è stata affidata a Prosilas che, grazie a pregressi studi di ricerca e sviluppo su tecnologie di additive manufacturing e biomateriali, è stata in grado di realizzare lo stent.
  • I test di resistenza meccanica sono stati eseguiti grazie alla collaborazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
  • L’intervento è stato eseguito il 14 ottobre 2019 dal dott. Adriano Carotti, responsabile dell’Unità di Funzione di Cardiochirurgia Complessa con Tecniche Innovative, in collaborazione con i chirurghi delle vie aeree del Laryngo-Tracheal Team, diretto dal dott. Sergio Bottero.

Prosilas: dalla stampa 3D alla stampa 4D

La realizzazione dello stent con tecnologie di manifattura additiva è un chiaro esempio dell’evoluzione stessa delle tecnologie di Stampa 3D tradizionali nella cosiddetta Stampa 4D o Bioprinting. Alle tre dimensioni infatti si aggiunge una quarta dimensione a rappresentare la trasformazione nel tempo dei materiali. Un’evoluzione tanto avvincente quanto complessa che non può che rappresentare un passaggio fisiologico di chi ha creduto ed operato nel settore dell’additive manufacturing fin dagli albori.

Spiega Vanna Menco “continueremo a lavorare allo sviluppo di questo tipo di applicazioni cercando di stimolare la comunità scientifica ad un maggiore uso di materiali e tecnologie di manifattura additiva”, ed aggiunge “rendiamo disponibile al mondo del Medicale le nostre esperienze ed il nostro processo affinché possano essere uno strumento utile a migliorare la vita di altre persone”.

L’esperienza e la determinazione di Vanna, Giulio Menco e di tutto lo staff di Prosilas, sono stati fondamentali per la buona riuscita del progetto che proietta l’Italia tra i leader mondiali del settore.”

Fonte: “Prosilas: ritorno alla vita grazie alle tecnologie di Additive Manufacturing” 3D4Growth, 03 dic. 2019, https://3d4growth.com/broncomalacia-4d-bioprinting-prosilas

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Stent biocompatibile stampato in 3D per un bambino

Stent biocompatibile stampato in 3D per un bambino

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Primo impianto in Europa realizzato dall’ospedale Bambino Gesù di Roma

“Nel 2017 ricevemmo la prima richiesta di realizzazione di uno stent in policaprolattone da parte di un ricercatore del Bambino Gesù di Roma”.- Vanna Menco, CEO di Prosilas.“

Prosilas in questi 2 anni ha affiancato l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma e investito nella ricerca per riuscire a processare polimeri biocompatibili e bioriassorbibili su macchinari SLS e stampa 3D.

La determinazione di Giulio Menco, Direttore Tecnico, Vanna Menco CEO e tutto lo Staff Prosilas, ha permesso il successo di questo progetto, che porta l’Italia tra i leader mondiali del settore.

Clicca qui per leggere l’articolo di 3dprintingcreative.it

“La lungimiranza e la determinazione di Vanna e Giulio Menco, rispettivamente Ceo e Direttore Tecnico di Prosilas, hanno reso possibile la realizzazione di un dispositivo medico il cui valore intrinseco è molto più alto del costo di realizzazione: uno stent biocompatibile e riassorbibile per un bambino.

Grazie a un dispositivo prodotto con tecnologie di additive manufacturing nell’azienda di Civitanova Marche, infatti, un bambino di cinque anni, affetto da tracheobamalacia, potrà avere una vita scandita da respiro autonomo. La tracheobamalacia è una condizione di eccessivo collasso delle vie aeree durante la respirazione che può portare ad arresti cardiopolmonari potenzialmente letali.

Il processo di additive manufacturing attraverso l’utilizzo di tecnologie di stampa 3D, ha reso possibile la realizzazione di uno stent biocompatibile e riassorbibile che è stato impiantato lo scorso 14 ottobre all’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Il dispositivo, a differenza degli stent metallici usualmente impiantati, asseconderà la crescita dell’apparato respiratorio del bambino e verrà riassorbito nel giro di due anni.

A poco meno di un mese di distanza dall’intervento sperimentale, il primo di questo genere in Europa, il bambino è tornato a casa con la sua famiglia ed è ora in grado di respirare normalmente.

L’apparato produttivo di Prosilas conta più di dieci sistemi di manifattura additiva con tecnologie SLS(Selective Laser Sintering) e SLA (Stereolitografia).

All’interno della struttura ci sono un reparto di progettazione e ottimizzazione pre-processo, un’area dedicata ai trattamenti post-processo (estetici e funzionali), una stazione metrologica per il controllo qualità e un’area dedicata alla ricerca e sviluppo grazie alla quale, attraverso una fase di test e sperimentazione durata circa due anni, è stato possibile produrre la parte richiesta.

La nuova combinazione di materiali utilizzata per lo stent è composta da idrossiapatite e policaprolattone (PCL), un poliestere biocompatibile e bioriassorbibile che rimane in vivo per 2-3 anni prima del riassorbimento.

Come ricorda spiega Vanna Menco, “nel 2017 ricevemmo la prima richiesta di realizzazione di uno stent in policaprolattone da parte di un ricercatore del Bambino Gesù di Roma. Fino a quel momento non avevamo mai sentito parlare di Policaprolattone. Credendo nel progetto, decidemmo di investire in ricerca e sviluppo lavorando sulle proprietà del materiale ed acquistando un nuovo macchinario interamente dedicato al progetto”.

Dall’idea al dispositivo in sei mesi

La realizzazione dello stent è stato il risultato di un lavoro di squadra che ha coinvolto diversi attori nel processo di manifattura additiva.

Le geometrie sono state realizzate partendo dalle immagini bidimensionali (TAC) realizzate nel Dipartimento di Diagnostica per Immagini dal dott. Aurelio Secinaro e poi rielaborate dal dott. Luca Borro dell’Unità di Innovazione e Percorsi Clinici.

La produzione è stata affidata a Prosilas che, grazie a pregressi studi di ricerca e sviluppo su tecnologie di additive manufacturing e biomateriali, è stata in grado di realizzare lo stent.

I test di resistenza meccanica sono stati eseguiti grazie alla collaborazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

L’intervento è stato eseguito il 14 ottobre 2019 dal dott. Adriano Carotti, responsabile dell’Unità di Funzione di Cardiochirurgia Complessa con Tecniche Innovative, in collaborazione con i chirurghi delle vie aeree del Laryngo-Tracheal Team, diretto dal dott. Sergio Bottero.

Prosilas dalla stampa 3D alla 4D

La realizzazione dello stent con tecnologie di manifattura additiva è un chiaro esempio dell’evoluzione stessa delle tecnologie di stampa 3D tradizionali nella cosiddetta stampa 4D o bioprinting.

Alle tre dimensioni infatti si aggiunge una quarta dimensione a rappresentare la trasformazione nel tempo dei materiali.

Un’evoluzione tanto avvincente quanto complessa che non può che rappresentare un passaggio fisiologico di chi ha creduto ed operato nel settore dell’additive manufacturing fin dagli albori.

L’esperienza e la determinazione di Vanna e Giulio Menco e di tutto lo staff di Prosilas, sono stati fondamentali per la buona riuscita del progetto che proietta l’Italia tra i leader mondiali del settore.”

Fonte: “tent biocompatibile stampato in 3D per un bambino” 3dprintingcreative.it, 09 dic. 2019, https://www.3dprintingcreative.it/stent-biocompatibile-stampato-3d-bambino/

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Prosilas stampa Bronco 3D e bambino torna a respirare

Prosilas stampa Bronco 3D e bambino torna a respirare

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BAMBINO DI 5 ANNI TORNA A RESPIRARE GRAZIE AL BRONCO 3D DI PROSILAS.

Primo impianto in Europa realizzato dall’ospedale Bambino Gesù di Roma

“Nel 2017 ricevemmo la prima richiesta di realizzazione di uno stent in policaprolattone da parte di un ricercatore del Bambino Gesù di Roma”.- Vanna Menco, CEO di Prosilas.“

Prosilas in questi 2 anni ha affiancato l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma e investito nella ricerca per riuscire a processare polimeri biocompatibili e bioriassorbibili su macchinari SLS e stampa 3D.

La determinazione di Giulio Menco, Direttore Tecnico, Vanna Menco CEO e tutto lo Staff Prosilas, ha permesso il successo di questo progetto, che porta l’Italia tra i leader mondiali del settore.

Clicca qui per leggere l’articolo di tgcom24

“Un bronco riassorbibile stampato in 3D è stato impiantato all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma con un intervento sperimentale, per consentire a un bambino di 5 anni di respirare. E’ il primo di questo genere in Europa. Il piccolo paziente era affetto da broncomalacia, un cedimento della parete bronchiale e che impedisce il normale flusso di aria nel polmone.

Il bronco 3D è stato interamente progettato al Bambino Gesù con sofisticate tecniche di imaging e bioingegneria. La stampa 3D è stata affidata, nell’ambito di un progetto di ricerca, al centro di stampa 3D Prosilas che ha reperito e adattato il materiale alle proprie tecnologie. Prima dell`impianto, il “bronco” è stato sottoposto a processi di sterilizzazione a bassa temperatura per non alterarne struttura e caratteristiche. Per i test di resistenza meccanica l`Ospedale si è avvalso della collaborazione dell`Università di Modena e Reggio Emilia. Con l`autorizzazione all`uso compassionevole del dispositivo sperimentale concessa dal ministero della Salute, il team di chirurghi ha potuto procedere con l`operazione. L`intero procedimento, dalla progettazione all`intervento, ha richiesto oltre 6 mesi di intenso lavoro di squadra.

Il delicato intervento sul paziente di 5 anni, durato 8 ore, è stato eseguito il 14 ottobre 2019 dal dott. Adriano Carotti, responsabile dell’Unità di Funzione di Cardiochirurgia Complessa con Tecniche Innovative, in collaborazione con i chirurghi delle vie aeree del Laryngo-Tracheal Team, diretto da Sergio Bottero. Il bronco del bambino era schiacciato tra l`arteria polmonare sinistra e l`aorta toracica discendente. Questa compressione, di lunga data, aveva generato il restringimento del condotto respiratorio e il cedimento degli anelli di cartilagine che sostengono la parete del bronco. A causa delle difficoltà respiratorie, nelle ore notturne il piccolo aveva bisogno del supporto dei macchinari per la ventilazione non invasiva.”

Fonte: “Bambino Gesù, bronco riassorbibile in 3D ridà il respiro a un bimbo” Tgcom24, 03 dic. 2019, https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/bambino-ges-bronco-riassorbibile-in-3d-rid-il-respiro-a-un-bimbo_11916289-201902a.shtml

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Prosilas – Così un Bronco 3D  può ridare il respiro – il Messaggero

Prosilas – Così un Bronco 3D può ridare il respiro – il Messaggero

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Prosilas stampa Bronco 3D e bambino torna a respirare

Per la prima volta in Europa, Prosilas ha reperito e adattato il materiale alle proprie tecnologie per realizzare uno stent 3D, completamente bioriassorbibile, attraversola manifattura additiva.

Questo rappresenta un’ulteriore evoluzione nel mondo della stampa 3D, verso il Bioprinting.

Qui l’articolo del Messaggero

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Bronco in 3D costruito a Civitanova salva la vita a un bambino

Bronco in 3D costruito a Civitanova salva la vita a un bambino

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Prosilas ha intenzione di continuare a fare ricerca nell’ambito biomedico, cercando allo stesso tempo di stimolare la comunità scientifica ad un maggior uso dei materiali e della manifattura additiva.

“Rendiamo disponibile al mondo del Medicale le nostre esperienze ed il nostro processo affinché possano essere uno strumento utile a migliorare la vita di altre persone”.

Abbiamo realizzato lo stent 3D, completamente bioriassorbibile, attraverso la manifattura additiva, questo rappresenta un’ulteriore evoluzione nel mondo della stampa 3D, verso il 4D, o Bioprinting.

Un bronco artificiale realizzato a Civitanova, in materiale biocompatibile e riassorbibile salva la vita ad un bambino di 5 anni. Il miracolo di Natale arriva proprio da qui e dall’ospedale Bambin Gesù di Roma e racconta una storia fatta di speranza, di ricerca e di grande capacità. E’ andato a buon fine l’impianto di un dispositivo in grado di curare la tracheomalacia, una malattia rara caratterizzata da una condizione di eccessivo collasso delle vie aeree durante la respirazione che può portare ad arresti cardiopolmonari potenzialmente letali.

Ne era affetto un bambino di 5 anni per il quale i medici stavano cercando, tramite ricerca e innovazioni tecnologiche un modo per salvargli la vita risparmiandogli di rimanere attaccato ad un respiratore. La scienza applicata però non era allo stesso passo della ricerca sui materiale e non esisteva uno “stent” in grado di agevolare la respirazione e far superare la criticità. I ricercatori però non si danno per vinti e inviano a 30 aziende che si occupano di stampaggio 3D una richiesta per la realizzazione di un bronco artificiale mediante un materiale biocompatibile, in grado di crescere col corpo del bambino senza spezzarsi e provocare emorragie e riassorbile senza danni. Inviano la richiesta in tutta Europa, ma nessuna realtà industriale è attrezzata per realizzare un dispositivo del genere. Fino a quando da Civitanova risponde la Prosilas. A capo dell’azienda Vanna Menco, 36 anni che decide, nonostante il progetto sia complesso e richieda ore di ricerca e accuratissimi test che dovevano essere validati anche dal Ministero della Salute di provarci comunque: «ci rendevamo conto che eravamo di fronte ad una cosa talmente straordinaria che valeva comunque la pena provare – spiega l’imprenditrice – Nel 2017 ricevemmo la prima richiesta di realizzazione di uno stent in policaprolattone da parte di un ricercatore dell’ospedale Bambin Gesù di Roma. Fino a quel momento non avevamo mai sentito parlare di policaprolattone. Credendo nel progetto, decidemmo di investire in ricerca e sviluppo lavorando sulle proprietà del materiale ed acquistando un nuovo macchinario interamente dedicato al progetto, poi dall’idea al dispositivo sono passati sei mesi. L’intervento è stato eseguito lo scorso 14 ottobre da Adriano Carotti, responsabile dell’Unità di Funzione di Cardiochirurgia Complessa con Tecniche Innovative dell’ospedale romano, in collaborazione con i chirurghi delle vie aeree del Laryngo-Tracheal Team, diretto da Sergio Bottero. Dopo 10 giorni il bambino è tornato a casa e ora ha superato anche il periodo di un possibile rigetto. Lo stent è stato realizzato utilizzando tecnologie di stampa 3D partendo proprio da questo materiale innovativo, già noto, ma che ancora nessuno aveva stampato in 3D: «è stata necessaria una lunga preparazione e sperimentazione soprattutto per ottenere risultati in termini di sterilizzazione – continua l’imprenditrice – abbiamo fatto test di tenuta, è stata una bella sfida che siamo contenti di aver vinto per quello che c’era in gioco: la vita di un bambino». Un intervento sperimentale, primo in Europa e che apre la strada ad altre applicazioni in campo biomedicale di straordinaria rilevanza per il mondo scientifico e clinico. Al progetto hanno collaborato moltissime realtà: in primis la Prosilas con Giulio e Vanna Menco, rispettivamente Direttore Tecnico e amministratore di Prosilas, ma il progetto ha coinvolto il  dipartimento di Diagnostica per Immagini di Aurelio Secinaro e l’unità di innovazione e percorsi clinici, l’Università di Modena e Reggio Emilia per i test di resistenza e ovviamente i chirurghi del Bambin Gesù.”

Fonte: “Bronco in 3D costruito a Civitanova salva la vita a un bambino”, di Laura Boccanera, CronacheMaceratesi.it, 03 dic. 2019, https://www.cronachemaceratesi.it/2019/12/03/bronco-in-3d-costruito-a-civitanova-salva-la-vita-a-un-bambino/1332827/

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