Uno dei valori aggiunti della nostra azienda è sicuramente quello di aver investito molto nella ricerca e sviluppo. Uno dei progetti che ci ha più appassionati sicuramente è questa applicazione nel campo del biomedicale a cui abbiamo partecipato. Abbiamo fatto un progetto di ricerca appoggiati dall’Università di Modena, l’Università di Pavia e il Politecnico delle Marche per poter riuscire a realizzare degli scaffold e quindi diciamo delle piattaforme su cui far crescere delle cellule staminali.

Abbiamo utilizzato come punto di partenza la Tesi di una Ragazza dell’Università di Pavia e appoggiati da questa collaborazione molto viva con i vari Atenei, abbiamo realizzato le strutture su cui poi i ragazzi hanno impiantato le cellule riuscendo poi a farle sopravvivere per diversi giorni.

La parte più interessante è sicuramente il materiale che abbiamo utilizzato è il PCL policaprolattone; è un materiale molto difficile da stampare su cui ancora ad oggi non c’è molta ricerca su cui potersi basare. Siamo partiti riuscendo a trovare i parametri su un macchinario EOS e abbiamo chiesto appunto di poter avere i parametri aperti su cui poi sviluppare i nostri parametri e a riuscire a lavorare un materiale così difficile.

Il progetto è andato molto bene, siamo riusciti a fare questa miscela di policaprolattone e idrossiapatite. Il policaprolattone è il legante di base è un materiale bio riassorbibile; è una plastica bio compatibile che a contatto con il calore del corpo umano ha la capacità di essere molto ben tollerata e di dissolversi nel giro di pochi anni.

Questo la rende sicuramente una applicazione fantastica perché può essere impiantato addirittura nel corpo umano e aiutare la proliferazione di cellule li dove per esempio viene a mancare un tessuto perché è stato esportato per una resezione chirurgica dovuta ad un tumore ad esempio e può essere usato come legante su cui far crescere le cellule che poi andranno a replicare il pezzo mancante. Ad esempio pensate a quello che può succedere a livello osseo come ad esempio la resezione di una parte della mandibola e abbiamo miscelato volutamente il policaprolattone con l’idrossiapatite perché a livello molecolare ha una struttura molto simile a quella dell’osso umano. L’idrossiapatite quindi alimenta ancora di più e aiuta le cellule a crescere e dal nostro esperimento come si riesce a vedere le cellule che hanno non solo avuto una vitalità superiore alle aspettative ma poi sono riuscite a riprodursi e a portare l’esperimento nella fase finale di successo.